Nel colore Uovo di pettirosso risiede la tua capacità di saper volare mantenendo l’aderenza con la realtà, la connessione con l’energia della Terra.

È bellissimo librarsi nell’aria, nel cielo della tua creatività e delle mille possibilità, sapendo però di avere una base concreta sotto ai tuoi piedi, dove poter atterrare e da cui attingere sempre la forza necessaria. Per poter volare devi prima saper nutrire le tue radici, ciò ancor prima di dispiegare le ali. Nell’universo duale ogni cosa prende forza dall’armonizzazione degli opposti: il nero trae forza del bianco e viceversa, la notte dal giorno e viceversa, il cielo dalla terra e viceversa. Quindi, la tua aspirazione interiore al volo necessita di solide da basi da cui poter decollare.

I tuoi voli pindarici, ovvero quei momenti di massima elevazione ed astrazione, sono importantissimi per la tua connessione con i mondi sottili, con l’Oltre. Essi ti disconnettono momentaneamente dal perenne dominio mentale e dalla gabbia dei pensieri associativi. Ed in tal modo puoi entrare in nuove dimensioni ed in nuovi vortici spazio-temporali che mai avresti potuto scorgere inchiodato alla terra. Però anche Pindaro, il grande poeta greco, per poter scrivere le sue liriche piene di fantasia, necessitava di carta ed inchiostro. Ciò significa che il primo carburante per potersi alzare in volo si ricava dalla forza vitale della Madre Terra. È un combustibile denso e potente, che, a contatto con la tua voglia di volare, s’incendia ed il suo fuoco accende il movimento delle tue ali (dei tuoi retrorazzi volendo utilizzare un’immagine più moderna). Il tuo intento ed il tuo amore per il volo innescano tale reazione di combustione.

Questa è l’unica maniera di volare senza perdere se stessi, senza perdere il proprio centro ed il proprio baricentro. Mentre ascendi verso mondi sublimi ed eterei, resta in tal modo ancora aperto il canale che ti collega alla Terra. Perché la Madre Terra rimane sempre la tua casa, la dimora che la tua anima ha scelto per incarnarsi. quando sei in volo “nell’etere” puoi prendere tanta energia, sublimi insegnamenti e luminosissimi frammenti di stelle, per portarli con te al suolo una volta terminato quel volo… ossia puoi prendere gli insegnamenti dall’alto e farne tesoro nella vita materiale, condividendoli poi anche con gli altri. Dal basso verso l’alto e viceversa!

È la differenza che c’è tra le due leggendarie figure mitiche di Icaro e di Dedalo. Il Padre e il figlio che costruirono il labirinto che rinchiudeva il Minotauro. Una volta finita la costruzione, i due si accorsero di non riuscire più a trovare la via d’uscita, e quindi si costruirono delle ali di cera per poter tornare liberi. Icaro (il padre) volò fino ad una certa altezza, senza perdere mai il contatto col suolo; mentre Dedalo (il figlio) volle volare così in alto e così distante dalla terra fino a raggiungere quasi il sole, che gli sciolse le ali e lo fece morire precipitando al suolo. Un simbolismo meraviglioso! Un’esortazione a saper volare senza perdere mai la bussola, il contatto con la tua essenza e la connessione con la Madre Terra!

Uovo di pettirosso è un colore che deve il suo nome proprio dal particolare colore delle uova del pettirosso americano (Turdus migratorius, solo lontanamente imparentato col pettirosso europeo Erithacus rubecula). Il primo utilizzo di questo termine per indicare tale colore è stato fatto nel 1873. Ne esiste anche una gradazione più chiara. Una curiosità è che tale gradazione più pallida ha ispirato il colore ufficiale delle confezioni di Tiffany&co, la famosa gioielleria newyorkese, che ha registrato come proprio colore personalizzato una variante di questa tonalità. (fonte Wikipedia)

Dunque, nel tuo colore Uovo di Pettirosso impara a saper volare governando il tuo volo, e non a farti trascinare dal vento e dall’inconsapevolezza. Impara ad essere come Icaro che seppe tornare indenne sulla terra dopo aver abbandonato la pesantezza della prigione-labirinto in cui si era rinchiuso (il labirinto simboleggia i tuoi periodi bui); e non fare come Dedalo che, seppur estasiato dalla meraviglia del Sole, pagò con la vita la sua totale ed incosciente (anche inconsapevole) voglia di evadere e di volare.