Nel colore Rosso del Pianeta Marte risveglia il tuo Dio interiore della guerra, quella capacità recondita in te di far fronte alle difficoltà senza atterrirti, con il piglio del vero guerriero che si reca sul campo di battaglia, osserva attentamente la situazione e infine vince con determinazione.

Giulio Cesare, uno dei più grandi condottieri di tutti i tempi, dopo aver sconfitto fulmineamente il re del Ponto nel 47 a.C., disse: Veni, Vidi, Vici! Ossia: Venni, vidi, vinsi. È la frase di un grande guerriero, è la voce di Marte, del tuo Marte che non tentenna né barcolla dinanzi al nemico. E chi è il tuo nemico? Sei tu stesso/a quando ti dimentichi di brillare e di risplendere; sei tu stesso/a quando non affermi la tua presenza nel mondo e cedi dinanzi ai ricatti, al quieto vivere, ai condizionamenti, alle lusinghe.

 

Marte, il dio della guerra

 

Marte è il dio della guerra, egli è il più abile stratega che esista. Sì, perché la battaglia è strategia, è studio della situazione, è conoscenza del territorio, è sguardo complessivo e intelligente. Non puoi sperare di vincere la battaglia se non hai chiaro né dove essa si combatterà né contro chi si terrà.
Ecco perché la strategia è indispensabile: essa è osservazione profonda, conoscenza di sé e del nemico, bilanciamento delle proprie forze, attitudine al comando.

Il vero guerriero, il tuo divino Marte interiore, non indulge né all’ira, né alla violenza, né all’aggressività. Perché queste non sono le caratteristiche di un guerriero, ma sono le debolezze di una persona non risvegliata.

Il guerriero agisce e non reagisce. Il vero guerriero è, ad esempio, Gesù nel tempio quando scaccia i mercanti: egli non si adira, non aggredisce, ma compie con estrema forza la sua azione di grande rettitudine morale.

Poi la sera non resta turbato per ciò che è accaduto, non resta adirato o rancoroso. L’azione si è consumata nel tempo in cui essa è stata utile, non oltre! Veni, Vidi, Vici!

 

Storia e leggenda

 

Marte (in latino: Mars) è, secondo la religione romana del I secolo a.C., il dio della guerra, dei duelli e degli spargimenti di sangue, l’equivalente della divinità greca Ares. Secondo la mitologia romana più arcaica è anche il dio del tuono, della pioggia e della fertilità. (fonte Wikipedia).

Vuole la leggenda che Rea Silvia, vergine sacerdotessa di Vesta, dopo aver sognato di essere posseduta da Marte desse alla luce Remo e Romolo, futuro fondatore di Roma. Marte è quindi il padre di Romolo e di tutta la stirpe di Roma. Marte era infatti una delle più antiche divinità romane, insieme a Giano, e come Giano era protettore anche dei lavori agricoli e dell’intero anno, che anticamente iniziava proprio col mese a lui dedicato, marzo. Marte è insomma il dio che simboleggia le due caratteristiche fondamentali dei Romani: agricoltori e guerrieri al tempo stesso. (fonte Treccani).

Marte è quindi forza, coraggio, capacità e rapidità d’azione, risoluzione dei problemi e delle controversie. Un ruolo importantissimo, una responsabilità enorme. Sul capo del tuo Marte interiore c’è la responsabilità di amare, onorare e difendere il tuo tempio interiore.

Non consentire mai a nessuno di profanare quel luogo sacro! Perché è da lì che prende vita tutta la tua forza e la tua capacità di agire nel mondo. Nel tuo tempio interiore c’è sia la forza che la sensibilità. Sta a te compensare tali energie e diventare l’uomo o la donna che la tua anima vuole che tu sia.

Nel Colore rosso di Marte accendi i fuochi per la battaglia. I fuochi del tuo forno interiore, quelli che ti aprono la vista nella notte e ti riscaldano d’inverno; quei fuochi che ti trasformano così profondamente da renderti capace di far fronte a qualsiasi evenienza, a qualsiasi “problema”, a qualsiasi situazione, a qualsiasi impedimento.