OTTONE, IL COLORE DELLA DUTTILITÀ, DELLA MALLEABILITÀ E DELLA RESISTENZA ALLE PROVOCAZIONI

Il colore Ottone simboleggia la tua capacità di essere duttile, non rigido/a, resistente agli urti della vita e alle “provocazioni” volontarie ed involontarie sia degli altri che dell’esistenza.

Spesso la vita ci prova. La sua pressione è come un rullo compressore o come un uragano rabbioso che ci scuote, ci tormenta, ci flagella, ci sradica, ci strattona. Dentro di noi, in quei momenti, sentiamo spezzarsi qualcosa, sentiamo che la nostra fragilità va in frantumi come un vaso di cristallo. Si riaprono in noi tutte le ferite che non abbiamo sanato lungo il cammino, e tendiamo a vedere e a vivere tutto come una provocazione o una sconfitta. La persona che ci dice rabbiosamente cosa non ama in noi o ci ridicolizza, ci scava nella ferita dell’umiliazione; quella che ci fa un torto, ci riapre la ferita dell’ingiustizia; il genitore, l’amico/a o il partner che ci lascia o si allontana da noi, ci mette a dura prova proprio nella nostra debolezza legata all’abbandono; colui o coloro che paiono non interessarsi di noi e non volerci al loro fianco, ci fanno risuonare la ferita del rifiuto; il genitore, l’amico/a o il partner che non mantiene le promesse fatte e che diventa inaffidabile, ci fa sanguinare la ferita del tradimento. Sono, questi, tutti stati emozionali assai dolorosi che derivano perlopiù dalla nostra infanzia; ma oltre al dolore essi ci fanno piombare in una sofferenza prolungata proprio per la nostra incapacità, a volte, di essere duttili, malleabili, resistenti alle provocazioni.

Quando la vita soffia irosa sulle tue debolezze, tu non rispondere immediatamente irrigidendoti. È, questo, il momento migliore per osservarti e per comprendere dove opponi resistenza, dove fai muro contro muro, dove hai eretto strutture troppo pesanti sul tuo lieve terreno interiore. Hai bisogno di respirare, di prendere fiato e di alleggerirti. Hai bisogno di saperti ammorbidire per non rischiare di “spezzarti o di frantumarti”. Smettila di credere e di pensare che le persone, la vita, l’esistenza, l’universo ce l’abbiano con te. Nessuno ti ha preso di mira: stai solo sperimentando ciò che hai “propagato precedentemente nell’Etere” e che adesso ti torna per risonanza; ma soprattutto stai vivendo ciò che ti occorre per farti crescere e per metterti in condizione di vedere dove c’è ancora da “lavorare su te stesso/a”.

Quando avrai alleggerito da tali fardelli la tua esistenza e la tua anima, vedrai che diverrà tutto più semplice, e ogni cosa, pian piano, andrà al suo posto. E ti accorgerai che nulla e nessuno, nel creato, aveva mai voluto davvero farti del male o provocarti; bensì erano solo messaggi dal divino che ti sta guidando nel labirinto illusorio di questa esistenza materiale e tridimensionale. Su piani e su dimensioni più elevati, infatti, tutto è chiaro, tutto ha una sua “logica non razionale” ma assolutamente perfetta. Tutto sta lavorando per il tuo risveglio e la tua presa di consapevolezza.

L’ottone è una lega ossidabile formata da rame (Cu) e zinco (Zn), simile all’oricalco. Bisogna distinguere tra ottoni ternari, costituiti da rame e zinco, e ottoni quaternari, in cui è presente un quarto elemento chimico caratterizzante la lega o altri ottoni binari in cui sono presenti altri elementi chimici. Considerando gli ottoni ternari, si parla di fase α quando il contenuto di zinco è inferiore al 36% circa; la struttura cristallina della lega ricalca quella del rame, cioè quella cubica a facce centrate. Questi ottoni hanno eccellente lavorabilità a freddo (imbutitura e stampaggio) e buona a caldo. (fonte Wikipedia)

Nel tuo colore Ottone interiore impara a diventare duttile, malleabile ed elastico/a. Perché in tali doti risiede la capacità di affrontare le tempeste dell’esistenza e di comprendere che non è necessario andare in frantumi alla prima scossa tellurica che ti scuote la vita. È un gioco di specchi, dove la tua immagine riflessa è quella che rimandi dall’interno verso l’esterno… quindi è inutile prendersela con le persone e con gli eventi, ma è assai più proficuo lavorare sul tuo proiettore interiore che rimanda all’esterno l’immagine del tuo “film”.