Il colore nero simboleggia il femminile e quindi anche la figura della Madre. È il Nero (Yin) nel Tao. La Madre è quell’energia inizialmente inerte in attesa di accogliere il seme del Padre. È quella forza potentissima che alberga in tutti noi e che attende solo di essere attivata.

La Madre-Femminile è di colore Nero perché simboleggia l’ambiente scuro dell’utero, della gestazione. All’interno di quel Nero vi è tutta la forza trasformativa e trasmutativa di Madre Natura. Nell’utero il seme trova, finalmente, la sua vera ragione dei “essere”.

Il Divino, il Padre Celeste, non sarebbe in grado ci conoscere davvero se stesso senza la forza della Madre, della Dea. Egli si affida ad essa, e nel suo affidarsi compie l’atto d’amore più grande che sia concepibile, ovvero si rende capace di delegare il proprio infinito potere per poter creare la materia, per poter plasmare l’umanità. Questa è vera alchimia!

Il bambino che viene concepito e che cresce nell’utero della Madre è il vero miracolo di tutta la creazione. È il Sale della Terra, perché porta in sé sia il maschile che il femminile, non importa a quale sesso appartenga.

La Madre resta immobile, ferma e fredda come la terra, in attesa del suo Uomo, del Padre, del Seme. È l’energia maschile che deve recarsi da lei, che deve chiederle – con il cuore e con tutta la sua anima – di aprirgli le sue porte. La Madre è la vera regina del Regno, e nulla è concepibile al di fuori delle sue “grazie” e del suo “ventre”.
Quando il Padre ama, rispetta, onora e sublima la Madre, ecco che l’atto creativo può avere inizio…

Il femminile è quindi potenza tellurica e vulcanica che parte dal centro della terra, dagli abissi del mare, dalle profondità delle tue viscere. Uno Tsunami d’energia al servizio della Vita.

La Dea sa come connettere il Magma terrestre con il centro della Via Lattea; è suo compito ancestrale fare da ponte e da custode di tali segreti. Senza di lei noi non saremmo mai nati, senza di lei – se lei fosse scomparsa dopo la nostra nascita – noi non avremmo avuto nutrimento né d’acqua né di cibo. Senza di lei l’energia del Padre ci incenerirebbe in un solo istante…

Sì perché la Madre ha anche il compito, in una certa misura, di proteggerci dal Padre.
Spieghiamo meglio questo concetto: la forza femminile della Madre è potente sui primi due Chakra, il Muladhara e lo Svadhisthana, che sono “ruote” a bassa energia ma assai potenti. Immaginate le marce di un’automobile: la prima e la seconda sono potenti ma assi lente, mentre la quinta e la sesta marcia (assimilabili al Sahasrara) sono velocissime ma con poca forza. Ecco, il paragone è calzante! Alle velocità del Shasrara potresti schiantarti e farti male, se non avessi in te la possibilità di ridurre l’energia cosmica grazie alle “ruote” del Muladhara e dello Svadhisthana. Questi due Chakra femminili, dunque, fungono da riduttori e trasformatori dell’energia Cosmica!

La Madre simboleggia il potere aggregante della famiglia, il nutrimento, la creatività, l’alveo sicuro dove far scorrere il fiume delle nostre emozioni, la capacità di trasformare se stessi interiormente.

La Madre ti prende da bambino/a sul suo grembo e t’insegna ad amare, ti trasmette l’empatia, la sensibilità, la capacità di sentire te stesso/a e gli altri. Solo lei può farlo, soltanto lei possiede queste doti di fusione e d’immersione. Ed insieme al Padre essa concorre alla tua crescita sana, equilibrata, gioiosa, integrata.

La Madre è legata al matrimonio, a tutto ciò che ti arricchisce umanamente e sentimentalmente. A tutto quello che concerne i rapporti umani e la capacità di fare coppia, famiglia, gruppo.
Il matrimonio sacro tra le polarità del maschile e femminile. È la sacerdotessa del focolare, è Vesta, la dea romana del focolare domestico, venerata privatamente in ogni casa e il cui culto pubblico consisteva nel mantenere acceso il fuoco sacro nel tempio.

Vai fiero/a nel mondo consapevole dell’energia femminile-materna che si muove dentro di te. Che tu sia uomo o donna poco importa… coltiva in te tutte le capacità che hai letto qui sopra. Coltiva in te la capacità di accogliere, di sentire, di creare, di entrare in empatia con gli altri, di farti dimora del divino.

 

– Samya Ilaria di Donato –
– La scrittrice dei Colori –