I colori di Santa Lucia

Prima della correzione del calendario gregoriano, il solstizio d’inverno cadeva il 13 dicembre. Nelle campagne era diffusa un’usanza solidale: chi aveva avuto raccolti abbondanti ne donava una parte a chi aveva avuto una stagione meno fortunata. Di solito la distribuzione avveniva la notte tra il 12 e il 13 del mese e si narrava che era avvenuta grazie all’intercessione di Santa Lucia. Questa donna, non a caso, è morta proprio il 13 dicembre del 304 a Siracusa. La Santa è stata una martire cristiana durante la grande persecuzione voluta dall’imperatore Diocleziano. Secondo la tradizione, Santa Lucia è protettrice della vista. Bisogna considerare anche l’etimologia latina del suo nome, ossia Lux, luce, da cui Lucia.

Per quanto concerne la vita della Santa, sappiamo che è nata sul finire del III secolo da una nobile famiglia cristiana di Siracusa. Rimase orfana di padre dall’età di cinque anni e fu promessa in sposa a un pagano. Fece comunque un voto di verginità. Poiché la madre era ammalata, questa e Lucia si recarono in pellegrinaggio al sepolcro di sant’Agata, pregandola di intercedere per la guarigione. Si narra che successivamente Lucia durante una preghiera si assopì e vide in sogno la santa catanese circondata da schiere angeliche che le diede un messaggio. Sant’Agata le chiese perché stava chiedendo qualcosa che lei stessa avrebbe potuto concedere. Aggiunse che la sua fede aveva giovato alla madre e che questa era diventata sana. Alla fine aggiunse: “E come per me è beneficata la città di Catania, così per te sarà onorata la città di Siracusa.” Questa fu una vera profezia.

Dopo aver constatato la guarigione della madre, Santa Lucia dichiarò solennemente di volersi consacrare a Cristo e disse che voleva donare il suo patrimonio ai poveri. Per i successivi tre anni, Santa Lucia visse aiutando gli infermi, nonché i bisognosi e le vedove della città. L’uomo promesso sposo, vedendo queste azioni della Santa, che si era privata di tutti gli averi e che lo aveva rifiutato, volle vendicarsi: denunciò Lucia alle autorità. L’accusa era di essere cristiana. Bisogna considerare che all’epoca erano in vigore i decreti della persecuzione dei cristiani emanati dall’imperatore Diocleziano. Durante il processo, Lucia si rifiutò di offrire sacrifici agli dei pagani, quindi attestò la sua fede cristiana. Fu pertanto minacciata di essere condotta in una casa di tolleranza, e a questa minaccia la Santa rispose: “Il corpo si contamina solo se l’anima acconsente.” Dopo un lungo dialogo con il magistrato, Santa Lucia fu addirittura accusata di stregoneria, quindi fu cosparsa di olio, posta su legna e torturata col fuoco, ma la tradizione ci dice che le fiamme non la toccarono. Alla fine fu messa in ginocchio e decapitata. Era l’anno 304 e Santa Lucia aveva solo 21 anni. Si narra che prima di morire profetizzò la caduta di Diocleziano e il trionfo della Chiesa cristiana.

Privo di ogni fondamento storico è il mito secondo cui la Santa si sarebbe strappata gli occhi. L’immagine della Santa con gli occhi sul piatto sarebbe da ricollegarsi con la devozione popolare che l’ha sempre vista come protettrice della vista. Soffermandoci proprio sull’immagine della Santa possiamo considerare anche i suoi colori. Il primo colore associato a Santa Lucia è decisamente il bianco, il colore della luce. Abbiamo detto che il suo nome deriva dal latino lux, ossia luce. Questo accostamento si sposa perfettamente con i tratti di purezza e verginità della Santa. Anche nella Divina Commedia di Dante la Santa è stata considerata come simbolo della grazia illuminante, per la sua adesione al Vangelo sino al sacrificio di sé. Ricordiamo che Dante nel Convivio afferma di aver subito in gioventù un problema alla vista a causa delle prolungate letture e dichiara di aver ottenuto la guarigione proprio per intercessione di Santa Lucia. È così che la Santa diventa anche simbolo di speranza, quindi si colora di verde. Questo è il colore della natura e dell’armonia. La Santa infatti ha sempre desirato il raggiungimento dell’armonia prima nella sua vita e poi nella vita dei suoi diletti. Avere armonia nella vita significa avere pace e la Santa è simbolo proprio della pace cristiana. Santa Lucia è dunque associata al bianco quale via che illumina il cammino dell’uomo e al verde quale speranza di ottenere la guarigione e la pace. Inoltre nella Divina Commedia Dante ci dice che su invito di Maria la Santa scende dall’Empireo, presentandola come creatura celeste e umana. Per questo altro colore associato alla Santa è il celeste, il colore del cielo. Nella Commedia la Santa deve avvisare Beatrice dello smarrimento di Dante e del conseguente pericolo che incombe su di lui. Diventa quindi una sorta di angelo, o donna angelica, celeste. Lei è la “nimica di ciascun crudele”, come dirà Dante. Inoltre la vergine siracusana è spirito celeste quando al termine del viaggio ultraterreno, nel Paradiso, Dante la rivede nel primo cerchio dell’Empireo accanto a Sant’Anna e a San Giovanni Battista, nel trionfo della Chiesa da lei profetizzato durante il martirio.

In conclusione, Santa Lucia è un personaggio femminile puro e vergine, capace di compiere miracoli e benefici agli uomini. Lei è un antico modello da seguire, e si colora di varie tinte collegate ai vari significati simbolici che la Santa acquisisce a motivo della sua storia e della considerazione che ha avuto dai grandi artisti italiani, primo fra tutti Dante Alighieri. Abbiamo visto come la Santa sia posta in risalto con il bianco della sua purezza, con il verde della speranza che infonde agli uomini e con il celeste, che la vede spirito puro del Paradiso. È così che vogliamo ricordare Santa Lucia, con le parole di Papa Francesco: “Lucia ci dice che la vita è fatta per essere donata. Lei ha vissuto questo nella forma estrema del martirio, ma il valore del dono di sé è universale: è il segreto della vera felicità. L’uomo non si realizza pienamente nell’avere e neppure nel fare; si realizza nell’amare, cioè nel donarsi. E questo può essere inteso anche come il segreto del nome Lucia: una persona è luminosa nella misura in cui è un dono per gli altri. E ogni persona, in realtà, lo è, è un dono prezioso.”

 

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