I colori delle cinque ferite interiori

(nero, giallo, rosso, viola, verde)

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Tutti abbiamo bisogno di liberarci da emozioni tossiche e pensieri negativi. Il problema è che spesso non sappiamo come fare. Sappiamo che ci sono più ferite interiori, o ferite dell’anima, che ci possono colpire; non tutti però reagiamo allo stesso modo. Tutti però possono ricorrere ai colori per aiutarsi a reagire quando vengono colpiti interiormente. I colori che in particolare possono aiutarci sono: nero, giallo, rosso, viola, verde.

Il nero è il colore della ferita da abbandono. Questo colore può aiutarci ad acquisire consapevolezza dello stato di abbandono. Quando ci sentiamo abbandonati entriamo subito in crisi, perché pensiamo di non farcela. Ci sentiamo soli e indifesi, quindi possiamo crollare dinanzi all’ansia o attacchi di panico. Sfruttiamo dunque il potere del colore nero per cercare di superare questo stato di abbandono. Dobbiamo diventare più autorevoli, proprio come questo colore, e divenire padroni del nostro corpo.

Il giallo è il colore della ferita da ingiustizia. Spesso subiamo qualche torto e diciamo quasi gridando: “È ingiusto!” Ebbene in questi casi può aiutarci il giallo, il colore del sole e di tutto ciò che è positivo, giusto. La ferita da ingiustizia sarà in via di guarigione quando la persona che ne soffre si prefiggerà di essere meno perfezionista, e si permetterà di mostrare la propria sensibilità senza temere il giudizio altrui.

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Il rosso è il colore della ferita da tradimento. Questo rappresenta una delle esperienze più dolorose che si possano vivere. È per questo che ci viene in aiuto un colore molto forte, che non passa mai inosservato: il rosso. Chiunque tradisca la nostra fiducia apre una ferita in noi difficilissima da guarire, perciò lasciamo che trascorra anche un po’ di tempo. Il tempo può aiutarci a risanare qualsiasi ferita, ma la nostra attesa non dev’essere passiva; deve trattarsi di un’attesa operosa. Dobbiamo lavorare sempre su noi stessi per espandere la nostra coscienza, così da acquisire maggiore consapevolezza. In questo modo potremo persino giungere al miracolo del perdono.

Il viola è il colore della ferita da umiliazione. Qui il soggetto deve imparare a farsi carico di meno cose, così da sentirsi più libero. Chi soffre di umiliazione, inoltre, alimenta la propria ferita ogni volta che si sminuisce, perciò utilizziamo il viola per credere di più nelle nostre potenzialità. Questo è il colore del Sahasrara chakra, il centro energetico che ci mette in relazione con il divino, ovvero con i poteri soprannaturali. Questo non significa che diventeremo dei supereroi, ma avremo più fiducia in noi stessi e nell’universo che ci circonda.

Il verde è il colore della ferita da rifiuto. Questa ferita deriva dal grande desiderio che abbiamo di essere accettati dagli altri. Quando ci sentiamo rifiutati percepiamo la nostra inferiorità. Rifiuto significa disprezzo, rigetto, perciò crediamo di essere disprezzati dalle persone che ci circondano. Questa percezione della realtà il più delle volte è fallace, perché trattasi solo di una nostra percezione dei fatti, una percezione del tutto soggettiva che non corrisponde a verità. Magari gli altri ci stimano, ma noi non riusciamo a vedere questo apprezzamento. Usiamo così il verde per aprire gli occhi del cuore. Non a caso questo colore rimanda al chakra Anahata, il centro energetico del cuore.

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In conclusione, le ferite interiori sono quelle ferite che non si vedono ma che fanno male proprio come quelle del corpo fisico. Queste ferite vanno curate e trattate con la massima attenzione. I colori possono aiutarci a raggiungere la guarigione, perché possiamo meditare e riflettere sotto la vibrazione dei vari colori analizzati. Poiché viviamo di vibrazioni, raggiungeremo la giusta frequenza quando saremo convinti di poter guarire con un atto di volontà.

 

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