Blu Maya

Il colore del sacrificio

– Luce – Ombra –

Dare con amore Rifiutarsi di dare

Il colore blu Maya è un pigmento turchese che caratterizza
diverse opere d’arte. Esso ricopriva il corpo delle vittime
sacrificali della popolazione Maya. Questi erano insediati in
Mesoamerica, dove divennero famosi per la loro arte,
architettura, scrittura e conoscenza degli astri. Diffusa a quei
tempi era la pratica del sacrificio, che conosciamo bene anche

noi europei a motivo dei sacrifici animali richiesti dal Dio
d’Israele divenuto successivamente il Dio dei cristiani.
Senza soffermarci molto sul sacrificio fisico animale o umano
che veniva fatto in passato, andiamo a considerare l’idea del
sacrificio da un punto di vista filosofico. Il concetto è quello di
dare per ricevere. La parola sacrificio deriva da sacer factum,
ossia fatto sacro. Stiamo parlando di un’azione sacra che
possiamo realizzare nella nostra vita quotidiana.

Il sacrificio non dev’essere un atto triste e dovuto, ma è un’azione
sacra che deve causare gioia. Nessun essere nell’universo
potrebbe mai accettare un sacrificio fatto con animo triste e
afflitto. Colui che compie tale sacrificio non sarebbe degno di
ricevere qualcosa in cambio. Molte relazioni si basano peraltro
su piccoli sacrifici fatti con gioia, per il piacere di donare e
donarsi al prossimo che si ama.

Dobbiamo essere in grado di sacrificare cose piccole e grandi.
Alle volte accettiamo di dover compiere grandi sacrifici, ma poi
non riusciamo a compiere un sacrificio nelle cose piccole. Non a
caso il Cristo disse che chi è fedele nelle cose minime, è fedele
anche nelle grandi. Questo era un invito del Cristo a prestare
attenzione alle piccole cose della nostra vita, perché esse sono
l’accesso al Regno dei Cieli.

In conclusione, il blu Maya è il colore del sacrificio, che ci invita
a sacrificare la nostra vita per un bene superiore. Durante l’atto
del sacrificio, l’uomo diventa più grande, quasi quanto Dio.
Quest’ultimo infatti nel mito cristiano ha sacrificato il suo
unigenito Figlio per un bene maggiore: la salvezza dell’umanità.
Così l’uomo disposto al sacrificio diventa sempre più simile al
suo Creatore, tanto da decidere le sorti dell’umanità.