Il colore Rosso Pomodoro simboleggia la strada del cuore, quella Via stretta ma Maestra che ogni uomo e donna dovrebbe e potrebbe percorrere, ma che per mille ragioni non imbocca con facilità. Ovvero è la Via che hanno percorso tutti i grandi maestri come Gesù, Krishna, Buddha… e tantissimi altri astri luminosi.

Il cuore è un organo sia fisico che metafisico: nella sua valenza fisica esso è una pompa perfetta e mirabile che dal centro del nostro petto nutre di sangue tutto l’organismo; nella sua valenza metafisica è una porta aperta sul mondo dell’anima e sul “sentire” stesso del divino. A noi qui, naturalmente, interessa questa sua seconda valenza.

Le potenzialità del cuore sono immense, assai più grandi e portentose di quelle del cervello, pur non togliendo nulla a quest’altro importantissimo organo. Se consideriamo il Toroide del cuore (un vortice di energia a forma di ciambella che caratterizza tutto, dagli atomi alle galassie), esso genera il campo elettromagnetico più ampio e più potente del corpo umano: all’incirca 60 volte più grande in ampiezza di quello generato dalle onde cerebrali (EEG). Mentre la componente magnetica del campo del cuore è all’incirca 5000 volte più potente di quella prodotta dal cervello. Questi semplici dati ci fanno comprendere, volendo rendere la cosa in maniera più semplice, che il cuore può sentire e connettersi con forze ed energie sconosciute ed inaccessibili al nostro cervello ed a tutto il resto del nostro organismo. Il cuore sente meglio e per primo il campo magnetico e l’energia delle altre persone e di tutto ciò che ci circonda. Il tuo cuore è in grado di “capire” e cogliere le intenzioni e le emozioni di chi ti sta di fronte. E lo fa in una maniera velocissima, precisa e netta. Insomma, in un solo istante, tu avverti l’energia di chi ti sta davanti o di chi ti sta attorno (nel raggio di circa 5 metri) e cosa questi stia provando e sentendo nel suo profondo! E tali informazioni viaggiano nel campo morfogenetico e quantico alla velocità della luce, e probabilmente anche oltre tale limite per via delle leggi quantistiche dell’entaglement. Ma allora cosa accade, solitamente e abitualmente, a noi esseri umani medi e condizionati dalla razionalità della società Occidentale? Accade che cancelliamo o copriamo subito il sentire del cuore con l’intervento della mente razionale. E dunque “aggiustiamo il tiro” a seconda delle nostre credenze, dei nostri condizionamenti, delle nostre convinzioni, delle nostre aspettative. E perciò, ad esempio, una persona con intenzioni amorevoli ma abbigliata in modo non consono per il nostro “senso morale” sarà immediatamente giudicata e classificata come pericolosa, o sgradevole, o immorale, o detestabile, e quindi sarà per noi da allontanare. Questo vale anche al contrario: ovvero una persona vestita in maniera accettabile per noi (in giacca e cravatta ad esempio) ma con intenzioni non cristalline, verrà accolta – a nostro rischio e percolo – perché avremo coperto e messo a tacere il sentire del cuore a favore del ronzio della mente condizionata e condizionabile.

Questo, naturalmente, porta a vivere al nostro interno dei dissidi e delle piccole o grandi (a seconda del caso) “guerre interiori”. In quanto il sentire del cuore può essere silenziato ma non spento del tutto. Ed allora una parte di noi, quella più connessa e più vicina alla dimensione animica, ci farà avvertire che c’è qualcosa che non va… questo avverrà in tante maniere e con tanti sintomi e messaggi che non staremo però qui ad elencare. E quindi la vita, la tua anima, il tuo divino interiore, ti riconduce a te stesso e ti riporta verso il sentire del tuo cuore: dapprima dolcemente, ma poi, se il tuo rifiuto di ascoltarti perdura, con “strattoni” man mano sempre più forti. Ed ecco il motivo per cui ci pare che la vita, a volte, sia dura con noi e ci dia bastonate che crediamo di non meritare. Non vi è nessun intento punitivo in questo, ma soltanto la necessità di ricondurci ad un riallineamento con il cuore e con l’anima. Rientra nelle distorsioni anche l’utilizzo improprio delle nostre “facoltà cardiache sottili”. Ovvero quando diciamo di amare ma lo facciamo in maniera condizionata, quando diciamo di donarci agli altri ma coltiviamo in realtà tante aspettative. Allora c’è in agguato il dolore, che è proprio il “demone” del chakra Anahata, il chakra del cuore. Ma naturalmente si comprende che tutto questo è frutto del nostro errato utilizzo delle immense capacità e potenzialità del cuore, e dunque scaturisce dall’aver imboccato la via opposta a quella della vera apertura del cuore.

Avere un approccio al mondo con IL CUORE APERTO è davvero sinonimo di una vita coraggiosa. La parola coraggio, infatti, deriva dalle parole latine Cor (cuore) e Habeo (avere), ossia avere cuore ed agire col cuore. Ma per agire col cuore è indispensabile depurarci da tutte quelle scorie della mente razionale che ci inquinano l’anima. La mente è un organo meraviglioso, che ci rende capaci di fare cose mirabili, ma oltre un certo limite è inadeguata e fallace. Il cuore invece ci mette in connessione diretta con l’armonia del Creato e con la Danza Cosmica. Esso ci rende capaci di vedere oltre la finitezza dell’illusione in cui viviamo, e ci consente di accedere a quelle facoltà inerenti la sfera del divino e del soprannaturale in senso più ampio. Con un cuore aperto tu puoi vedere cose che mai potresti nemmeno scorgere con la mente e con gli occhi fisici. Col tuo cuore aperto puoi cogliere il battito stesso del cuore di Dio che ti pulsa dal di dentro. Ed in tale stato dell’Essere non esiste né dolore, né paura, né pena, né ansia, né aspettativa, né condizionamento. Anzi, andando oltre e al di là dell’apparenza, possiamo asserire che in tale condizione di apertura di cuore non esiste nemmeno più la morte, perché anch’essa sarà trascesa e ricondotta al passaggio interdimensionale che in realtà è.

Vivi col cuore aperto e imbocca la Via Maestra: all’inizio ti sembrerà stretta e potrai anche sentirti un po’ solo/a, ma nel corso del viaggio incontrerai tante altre anime in cammino e strariperai d’amore come un fiume in piena.