ÉCRU, IL COLORE CHE CI AIUTA A “RIPRENDERE IL FILO”

Il colore Écru simboleggia la nostra capacità di saper ritrovare le motivazioni e le ragioni “prime ed ultime” di un’azione che stiamo compiendo ma che si è ingarbugliata, o si sta ingarbugliando.

Spesso ci ritroviamo in situazioni di grande confusione, in labirinti dove non sappiamo più da che parte siamo entrati né il perché ci troviamo lì. Ed allora facciamo giri enormi per ritrovare il bandolo della matassa, per ritrovare il filo, per ritrovare noi stessi. Ma, solitamente, quando siamo in quelle situazioni di stallo e di confusione, compiamo degli errori. Il primo errore è quello di disperdere le nostre energie in mille tentativi vani che non portano ad alcun risultato; il secondo è quello immobilizzarci in quella situazione o posizione di stasi; il terzo è quello di non voler vedere l’eventuale soluzione che spessissimo è più vicina a noi di quanto crediamo.

Nel primo errore, ovvero quello di disperdere la nostra energia in mille tentativi vani, stiamo solo creando un labirinto ancora più grande, fatto di mille rivoli d’acqua che non arriveranno mai al mare. È un comportamento frutto della paura e dell’ansia, le quali sono sempre pessime consigliere. Allora gireremo invano per tanto tempo alla ricerca di soluzioni che non troveremo mai restando in tale modalità. Nel secondo errore ci immobilizziamo sperando che la soluzione venga dall’alto e quindi è come se ci addormentassimo o ci narcotizzassimo per non dover agire. È una modalità palesemente infruttuosa, in quanto nella non azione non c’è la soluzione, soprattutto quando rischiamo di “addormentarci” e di involvere spiritualmente. Nel terzo errore diveniamo ciechi, e per ciechi intendiamo incapaci di vedere con la vista dell’intuizione (quella propria del Terzo Occhio) la soluzione al problema e l’uscita dal labirinto, la quale è celata al nostro sguardo razionale e disattento, ma in realtà è assai vicina a noi. In quanto la soluzione ad un problema, si dice, è nel problema stesso. Ovvero, l’uscita dal labirinto è contenuta nel labirinto stesso. Parrebbe un’ovvietà, ma è una riflessione profonda che vi invitiamo a fare!

Vogliamo riproporre qui il mito del labirinto di Cnosso di cui abbiamo trattato, parlando di Icaro e di Dedalo, in precedenza. Ma adesso vogliamo concentrare l’attenzione sulla figura di Perseo e di Arianna. Quando Perseo (il figlio del re Egeo) giunge a Cnosso per entrare nel labirinto dove c’è il mostruoso Minotauro che si ciba di carne umana, ha l’intenzione di uccidere la bestia. Ma, una volta nel labirinto, pur se riuscisse a sconfiggere il Minotauro, non saprebbe più come uscirne. Allora ecco che “appare” la figura di Arianna, la figlia del re Minosse e sorellastra del mostro, che escogita un trucco: dà un gomitolo rosso a Perseo in modo che, srotolandosi, divenga un filo da seguire per ritrovare l’entrata-uscita una volta compiuta la sua missione. Qui i simbolismi, come in tutti i miti greci, sono tanti e meravigliosi. Soffermiamoci un attimo su alcuni. Il labirinto è la selva oscura dantesca, è quella fase della vita di confusione e di Nigredo in cui possiamo piombare. All’interno di essa ci si può perdere, e nel peggiore dei casi (assai spesso ahimè) si incontra il mostro, il demone, che uccide la nostra gioia di vivere e ci annienta psicologicamente ed anche fisicamente. Ma è necessario entrare in questo luogo interiore con lo spirito del guerriero, ma anche con estrema furbizia, astuzia ed intelligenza. L’astuzia, ovvero la visione alta e complessiva dell’intera situazione, è qui rappresentata dal filo di Arianna, che simboleggia proprio quella capacità di cui stiamo trattando: la facoltà di agire ritrovando quel nesso, quella motivazione, quella risoluzione che avevamo perso strada facendo. È un ritorno a se stessi, è un ritorno all’Uno, è un ritorno al divino interiore!

Écru è un termine usato per descrivere filati o tessuti come seta o lino nella loro condizione originaria grezza, ossia né sbiancate né tinte e per estensione il loro colore. Questa parola deriva, come molti altri termini di sartoria, da una parola francese: écru, che significa “grezzo” o “non sbiancato”. (fonte Wikipedia)

Nel tuo colore Écru interiore ti invitiamo ad osservare con attenzione il labirinto, la situazione ingarbugliata, in cui ti trovi in questo momento. Poi puoi prendere la spada e la lanterna per vedere, con massima attenzione e precisione, dove c’è da recidere il famoso nodo Gordiano che Alessandro Magno troncò di netto con la sua spada nel 334 a.C. Ma questa è un’altra meravigliosa storia…